Ganesha Caturti

Data:
25/08/2017

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È una festa che cade nel quarto giorno di luna crescente del mese di bhadrapada (agosto-settembre).

È dedicata a Ganesha divinità molto popolare, è il Dio che rimuove gli ostacoli, invocato a scopo propiziatorio prima di iniziare qualsiasi attività, rito, lavoro, che infonde saggezza e forza spirituale.

“Alla fine dell’ultima era ci fu il pralaya, un grande riassorbimento che distrusse l’universo e tutto ciò che era esistente in esso. Seguì una lunga, lunga, lunga notte di Brahma: tutto fu buio e oscuro… un grande silenzio… nessun rumore nessun movimento… solo pace, pace, pace… … quando, dopo quattromilatrecentoventi milioni di anni, ci fu un piccolo spanda, un movimento, una sensazione, un’aspettativa che qualcosa di grande stava avvenendo; attraverso questa lunga notte emerse un bellissimo suono, un suono potente: ecco il suono dell’om e, in questa nuova era, chiamata shvetaravaha kalpa, un grande Dio apparve nella forma della om a creare un nuovo universo. Le vibrazioni del suono om si espandevano e una luce soffusa, leggera rischiarava il mondo e un nuovo splendente sole nacque. Il grande spirito chiamò alla sua presenza la Trinità: Brahma, Visnu e Rudra-Shiva; diede a Brahma la possibilità di creare, a Visnu quella di conservare e a Rudra-Shiva quella di distruggere e trasformare. Dal pranava emersero i quattro Veda: Rg, Yajur, Sama, Atharva dove tutta la conoscenza dell’universo fu racchiusa. Secondo il culto Ganapati, è credenza che la forma di Ganesha, come prima divinità assoluta, sia rappresentata nel simbolo dell’om della lingua tamilica. E fu così che dal suono nacque Ganesha e il suo jayanthi si festeggia nel quarto giorno luminoso della luna di bhadrapada, settembre-ottobre.”
(tratto da Sri Vidya)

 

“È molto sentita in India, soprattutto nel Maharastra, dove è celebrata sontuosamente. In alcune zone costiere, la statua di Ganesha viene immersa al termine di una lunga processione nelle acque del mare. Vengono preparati dei dolci speciali, i modaka, si spezzano i cocchi, simbolo dell’ego che viene annullato con la saggezza e l’energia che Ganesha infonde. Questa festività è il giorno più sacro dedicato a Ganesha ed è una delle più popolari celebrazioni indù, osservata in tutta l’India e anche dai devoti indù sparsi per il mondo, poiché Ganesha è benvoluto e amato ovunque.

Vengono costruite rappresentazioni della divinità in terracotta, gesso o cartapesta, dipinte a mano con bellissimi colori. Vengono adorate per un periodo da due a dieci giorni, dopo di che vengono immerse nell’acqua del mare o di un fiume o di un lago oppure nelle vasche dei templi.

Ganesha viene adorato per primo in ogni preghiera, il suo nome viene ripetuto prima di iniziare ogni lavoro come buon auspicio.

E’ la divinità che possiede il potere di andare oltre ogni difficoltà e ostacolo. E’ il fratello maggiore di Skanda (Subrahmanya), figlio di Shiva e Uma Devi, prodotto dalla goccia di sudore della Devi. Per accedere al culto della Devi bisogna sviluppare le qualità che Ganesha ci indica nel suo simbolismo.

Ganesha è il Signore dei Gana, attendenti celestiali delle armate di Shiva. Anche il culto vaisnava adora Ganesha con il nome di Tumbikkai Alwar che significa divinità con la proboscide. Egli è molto goloso di budini, dolci al cocco e soprattutto delle palline di farina di riso chiamate modakha. Tutte le famiglio indù, durante il jayanthi di Ganesha, preparano dei dolci in suo onore e li offrono durante la puja per ingraziarsi il buon auspicio del Divino. Durante questi giorni di festa, nei villaggi si respira aria di giubilo, ogni immagine di Ganesha viene addobbata e ornata con fiori e stoffe preziose, ogni tempietto è luogo di ritrovo di folle di persone che si soffermano di fronte a quest’immagine benevola e rassicurante. Dai grandi templi a lui dedicati, vengono portate fuori le statue su carri arricchiti da centinaia di ghirlande di fiori. I devoti del dio fanno a gara per spingere e sorreggere la statua come segno di devozione e tapas (austerità), spesso per ingraziarsi i favori del Divino. Nel Maharastra, oltre all’adorazione pubblica, nelle strade si organizzano rappresentazioni teatrali di storie, tratte dai Purana, delle quali Ganesha è il protagonista. Ganesha è la più popolare divinità del pantheon indù. Anche i kirtan (canti devozionali) a lui dedicati rispecchiano il carattere di questa particolare divinità, sono gioiosi e aiutano a elevare lo spirito per rivolgerlo più vicino al Divino.” (tratto da Sri Vidya Anno I n.3)

 

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