Divali o Dipavali

Data:
19/10/2017

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“Fra ottobre e novembre, nel mese lunare di Karttika, e precisamente nel quattordicesimo giorno di luna calante, cade un’altra festa molto popolare, specialmente apprezzata anche dai non hindu per l’atmosfera molto suggestiva che riesce a creare; il suo nome, dipavali o divali, che significa “fila di lucerne”, allude alla luce come simbolo del bene e della sua vittoria sulle forze del male simboleggiate dalle tenebre.

Nella notte priva di luna si accendono in onore di Laksmi (sostituita, nel Bengala, da Kali) migliaia di lucerne, che si dispongono in lunghe file (avali) sulle terrazze, sui davanzali e davanti alle soglie delle case, oppure si affidano alla corrente dei fiumi; anche in questo caso la tradizione popolare ha sovrapposto al culto della dea il ricordo di un evento della storia di Rama: il suo ritorno alla propria capitale Ayodhya dopo l’esilio. ”
(Piano, Sanatana Dharma p.262-267)

“La festa di Divali, festa delle luci, rappresenta la divina unione di Laksmi con il Dio Visnu. In questo periodo ogni luce, ogni lumino, ogni lampada viene accesa in onore della venuta di Laksmi sulla terra, come per rischiararle il cammino e rendere ogni casa, ogni villaggio, ogni capanna sparsa nella foresta accoglienti e pronti per la visita della Madre Divina portatrice di abbondanza e prosperità. Nel sud India, in questi giorni, di mattina molto presto, alle quattro, dopo il brahmamuhurta, gli indù si lavano, si cospargono il corpo di olio e indossano, così puliti e profumati, vestiti nuovi. I più fortunati fanno il bagno nel fiume Gange in segno di purificazione. E’ diffusa anche l’usanza di scambiarsi abiti, sari e doti, dai vivaci colori; anche i datori di lavoro, in questi giorni, regalano vestiti ai propri dipendenti. Ognuno dimentica gli antichi rancori, tutti sono gentili e festosi e si abbracciano gioiosamente in segno di amicizia.

La vibrazione molto intensa che aleggia negli animi delle persone si sente nell’aria ed è così potente da cambiare, anche solo per qualche giorno, il cuore delle persone e avvicinarlo all’amore divino.

In questi giorni, soprattutto nel nord, i commercianti approfittano per iniziare nuovi libri contabili e pregano Laksmi per il successo e la prosperità della loro attività.

Le migliori illuminazioni si possono ammirare a Bombay, nel famoso tempio d’oro di Amristar, dove migliaia di lucine vengono accese sugli scalini della grande vasca del tempio. Tutti i maestosi templi del sud India, come Tanjore, Tiruvannamalai, Maturai, sono scintillanti di lampade di tutti i tipi.

Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”.
(tratto da Sri Vidya n.4 pag.5)

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