Dipavali 2014 – Roma

Data:
23/10/2014

Dipavali 2014 – Roma

Mattina: Conferenza “Dipavali e Libertà religiosa” presso Senato della Repubblica – Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro – Piazza Capranica 72

Sera: Spettacolo “Dipavali. Ponti di Luce” presso Teatro Il Vascello

 

Sono intervenuti al convegno: i senatori Luigi Manconi e Lucio Malan, la senatrice Daniela Valentini, il Viceprefetto aggiunto Alessio Sarais, il vice capo-missione dell’Ambasciata  dell’India a Roma Ravi Shankar, la delegata del Sindaco di Roma Silvia Pelliccia, il funzionario dell’UNAR Mauro Valeri, il delegato del sindaco di Pegognaga (MN) Daniele Benfatti, il giurista  Roberto De Vita.

La Presidente della Camera Laura Boldrini, impossibilitata a partecipare per impegni istituzionali, ha inviato una sua missiva che è stata letta ad apertura lavori.

Tra le autorità religiose, si sono distinti i discorsi di Paramahamsa Svami Yogananda Giri, guida spirituale del Monastero induista Gitananda Ashram di Altare (SV), nonché fondatore e presidente emerito dell’Unione Induista Italiana Sanatana Dharma Samgha, e della vice-presidente della stessa Svamini Hamsananda Giri.

Svamini Hamsananda Giri ha letto inoltre il discorso inviato da Don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI; nonché parte della lettera di auguri per il Dipavali che il card. Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha inviato a nome dei cristiani del mondo ai fratelli e alle sorelle indù.

Non sono mancati gli interventi dei rappresentanti dei templi e delle comunità induiste di tutta l’Italia tra i quali: Rambaran Bahadoor di Bari; Chander Harish  di Montevarchi (AR); Lal Harmesh di Pegognaga (MN); Kumar Surinder  e  Kumar Akhil  di Castelverde (CR); Sharma Anil Kumar di Gussago (BS); Ghosh  Anup Kumar di Roma; Pal Surinder  di Quinzano d’Oglio (BS); Biswas Milan della Bengal Culture Society (BS).

Molto sentito apprezzato è stato l’intervento del  Vaticanista e scrittore Raffaele Luise. 

Hanno partecipato professori dell’Università degli studi di Torino, tra cui Alberto Pelissero; la danzatrice e coreografa Vyjayanthi Kashi, riconosciuta dal Governo dell’India, che le ha affidato la direzione della Karnataka Sangeet Nritya Academy, oltre che il ruolo di assessore alla cultura del Ministero del Turismo e della Cultu­ra dello Stato indiano del Karnataka, e di danzatrice ufficiale dell’Indian Council for Cultural Relations (ICCR).

Nella funzione di moderatore, il Presidente dell’Unione Induista Italiana, l’Avv. Franco di Maria.

Accanto ai relatori, un folto numero di induisti e simpatizzati hanno seguito con entusiasmo e interesse tutto l’evento.

Trait d’union dell’evento è stato il desiderio di condividere riflessioni sullo spirito del Dipavali, nonché di festeggiare un traguardo verso la libertà religiosa in un’Italia sempre più pluralista e multiculturale.

Il Dipavali, che simboleggia la vittoria della luce sull’oscurità, della conoscenza sull’ignoranza, è stato preso a modello per una vittoria non solo spirituale ma anche sociale, affinché la luce della conoscenza sradichi pregiudizi e stereotipi su realtà italiane percepite ancora come “minoritarie” pur essendo numerose e ben consolidate.

A un anno dall’Intesa [stipulata dall’Unione Induista Italiana con lo Stato italiano], da Nord a Sud i 156.000 induisti (di cui 20.000 italiani) in Italia festeggiano la ricorrenza del Dipavali con celebrazioni religiose (puja), veglie (jagran), iniziative culturali e incontri interculturali e interreligiosi in uno spirito di vera partecipazione e dialogo.

Per l’occasione, indiani, italiani, mauriziani, srilankesi e bengalesi si uniscono nelle celebrazioni del Dipavali che si protraggono per più giorni.

Nel tempio di Shri Lalita Mahatripurasundari di Altare (SV) sono stati accesi lumini, disegnati sul terreno speciali diagrammi mistici (kolam) e recitati inni sacri. A Milano si celebrerà sabato 25 ottobre pv una giornata all’insegna della preghiera e della danza.

L’Italia unita in una “fila di luci” continuerà ad accendersi anche nei prossimi giorni. Solo per citare un esempio, a Torino il 16 novembre sono previsti grandi festeggiamenti con rituali, canti e danze e l’accensione della lampada sacra, simbolo stesso del Dipavali.

Una tale costellazione di eventi, che unisce l’Italia da Nord a Sud, è lo specchio di  un’Italia che sta cambiando, un’Italia sempre più pluralista, verso una società in cui alla diversità si auspica possa corrispondere l’amicizia e alla libertà religiosa e culturale una responsabilità etica e sociale.

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