Con il termine YOGA s'intende genericamente una tecnica di ascesi o un metodo di meditazione, presente in forma diversa nelle diverse correnti di pensiero e movimenti mistici indiani, che ha lo scopo di liberare l'uomo dai vincoli della materia, offrendo una vastità di mezzi. Si distingue oltre che dall'aspetto pratico anche dalla sua natura iniziatica, che implica un insegnamento trasmesso direttamente da maestro a discepolo. Esistono molte forme di yoga, in quanto è una disciplina complessa e include pratiche fisiche, meditative e di adorazione in un contesto filosofico-religioso.



Etimologicamente la parola yoga deriva dalla radice yuj, con diversi significati: "legare" "mettere sotto il giogo" la mente e i sensi; "unire" , nel suo senso mistico, non prima di aver realizzato il distacco dal mondo. Esiste uno Yoga classico che fa parte come sistema filosofico dei sat darshana, e si basa sul testo "Yoga Sutra" di Patanjali che in quest'opera ha codificato principi e tappe di un percorso che dovrebbe condurre alla liberazione: astanga yoga, ossia otto braccia, otto livelli dello yoga, tra cui il primo è quello delle norme etiche, yama e nyama.

Nella tradizione indù esistono innumerevoli forme di yoga, differenti sentieri (marga), le più importanti delle quali sono classificate nella Bhagavad-gita come metodi di reintegrazione con la Verità:

 

Lo scopo dello Yoga

 
 

MOKSHA


La liberazione dall’ignoranza che impedisce di sperimentare la beatitudine infinita.

“Conosco quel Supremo Essere, rifulgente come il Sole, che splende sull’altra riva, oltre l’oscurità. ” (Shvetashvatara-upanishad, 3.8)


Moksha è un diritto di tutti gli esseri animati e inanimati. Nelle Scritture si accenna alla liberazione per tutti (krama-mukti) in un ciclo lungo di esistenze; tuttavia, l’essere umano può accelerare tale processo e, rispetto agli animali, alle piante e ai minerali, perseguire consapevolmente e volontariamente il sentiero verso la liberazione. A seconda delle scuole filosofiche la liberazione è declinata con sfumature diverse pur concordando sul fatto che colui che esaurisce la motivazione che lo spinge a nascere (karman) è libero e non sarà più vincolato al ciclo del samsara di nascita e morte. Ciò può avvenire quando si lascia il corpo (videha-mukti)o ancora il vita (jivan-mukti); quest’ultimo è soprattutto il caso di Maestri e mistici di levatura spirituale inimmaginabile che seppure affrancati da qualsiasi legame, scelgono di riprendere un corpo per aiutare i discepoli nel loro percorso evolutivo.
Una concezione a cui fa eco anche quella buddhista del Bodhisattva.