Il tempio induista

Il tempio è il principale luogo di aggregazione e scambio culturale per i devoti. Intere famiglie vi si riuniscono per condividere il cibo sacro offerto alla Divinità (prasad) e trascorrere del tempo in comunità.
Esso non costituisce tuttavia un luogo “chiuso”, ma un ponte tra la comunità induista e quella locale in un processo di conoscenza e accettazione reciproca in cui ognuno è il benvenuto, in cui si sostiene il bene comune.

 

La costruzione del tempio riproduce l'universo visto come corpo di Dio e corpo umano rispecchiando le relazioni e le analogie tra macrocosmo e microcosmo. I fedeli si recano a "pregare" nel punto che rappresenta il cuore, la Divinità principale del tempio è situata in corrispondenza della testa dove il prete celebra i differenti rituali di adorazione. I primi esempi significativi dell'architettura templare indù risalgono all'epoca della dinastia Pallava nel sud India, periodo in cui furono costruiti gli splendidi templi monolitici scolpiti nella roccia di Mahabalipuram, e in seguito i templi di Kanchipuram, Ellora ed Elephanta. Ben presto il tempio diventa il centro della cultura. L'arte, la musica, la danza, la poesia, la pittura, l'architettura, la scultura pulsano nei templi e nei suoi monumentali edifici.

 

Nel tempio si può:

Cantare inni devozionali o recitare le Scritture

Cantare inni devozionali o recitare le Scritture

Meditare

Meditare

Fare servizio (seva)

Fare servizio (seva)

Portare le offerte per la Divinità

Portare le offerte per la Divinità

frutta, fiori, polveri colorate (espressioni simboliche della devozione e delle qualità migliori che il devoto offre)