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B. R. Ambedkar – 125° anniversario

Bhimrao Ramji Ambedkar, conosciuto anche come Babasaheb Ambedkar, è stato un importante leader indiano in ambito politico, sociale ed economico. Figura di grande riformatore, giurista, studioso, pedagogista, parlamentare, Ministro della Giustizia, è divenuto in particolare un simbolo, per le classi sociali più svantaggiate, della possibilità e della necessità di superare le rigide barriere sociali, affrancandosi dal sistema delle  caste (Chaturvarnya).Egli riteneva infatti che tale sistema avesse perduto qualsiasi riferimento alle attitudini naturali delle persone. Nell’induismo, i varna, o colori, indicavano in origine proprio le diverse qualità e propensioni individuali, ma i problemi economici, le ingiustizie sociali e le esigenze politiche di creare un ordine indiscusso nella società ne avevano fissato i contorni con una rigidità sempre crescente. Ambedkar combatté contro il dogma della predestinazione sociale e per questo motivo divenne molto famoso nel paese. Sono numerosissime, in India, le statue a lui dedicate e molte le persone che ne onorano la nascita, come anche la morte,  di cui quest’anno, il prossimo 6 dicembre, verrà celebrato solennemente  il 60° anniversario.

Ambedkar è stato attivo sulla scena politica sin dagli anni ’20, sempre in difesa dei diritti dei più deboli.Nel 1947, appena ottenuta l’indipendenza dalla dominazione britannica,venne incaricato, in virtù del suo impegno e della sua fama, di assumere il ruolo di Presidente del Comitato che doveva redigere la nuova Costituzione democratica del paese, la più voluminosa al mondo per numero di articoli (dai 385 originari agli attuali 448) e anche una delle più dinamiche, per le modifiche che le sono state apportate nel corso degli anni in coerenza con l’evoluzione dell’India. La Costituzione definiva l’India come Repubblica sovrana democratica socialista e come Stato sociale garante della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza;conteneva principi di diritto di eguaglianza sociale,di libertà anche in materia religiosa, di protezione dallo sfruttamento, di diritto alla fruizione della cultura e dell’educazione, e prevedeva il sistema delle riserve, ovvero delle quote da destinare ai più emarginati per le cariche pubbliche,i posti di lavoro statali e l’accesso allo studio.Queste misure sociali avevano carattere pionieristico, si diffonderanno infatti qualche anno dopo nel mondo occidentale, in particolare in quello statunitense, divenendo note come affirmativeactions, o azioni positive. Ambedkar rimarrà per sempre noto come padre della Costituzione, una costituzione attenta a promulgare diritti, ma anche a sottolineare l’importanza dei doveri sociali.

Un percorso miracoloso il suo, se si pensa che nacque in una famiglia di dalit, di intoccabili, ultimo di quattordici figli, di cui solo cinque sopravvissuti dopo la morte della madre, una donna che faceva le pulizie per mantenerli e con un padre soldato nell’esercito inglese. Una storia miracolosa perché Ambedkar riuscì a raggiungere elevatissimi gradi d’istruzione: laurea magistrale e dottorato di ricerca alla Columbia University negli Stati Uniti, laurea in Scienze economiche alla London School of Economics, laurea in Giurisprudenza a Londra. Fu autore di una mole impressionante di testi soprattutto politici ed economici, di discorsi, ma anche di qualche riflessione di ordine spirituale, in particolare nell’ambito del buddhismo, che egli sostenne attivamente, convertendosi al buddhismo Theravada.

Ambedkar era molto diverso dal Mahatma Gandhi. Questi due personaggi vengono comunemente dipinti come due antagonisti politici. Quando Ambedkar propose di creare una lista elettorale separata per la sua gente si acuì la frattura con Gandhi il quale, in nome della difesa dell’unità della popolazione indù, intraprese un digiuno della fame per protesta, inducendo Ambedkar a desistere per non rischiare di mettere a repentaglio la vita del suo avversario. Gandhi era un esempio di rispetto delle tradizioni anche religiose;interessato a stimolare i buoni comportamenti umani, era un leader dal grande spessore spirituale, vestito solo della dothi, fautore di un modello socio-economico austero di auto-produzione, di artigianalità e di semplicità nello stile di vita.  Ambedkar era invece un avvocato in abiti occidentali, con giacca e cravatta, così rappresentato nelle statue dedicategli, più interessato alla modernizzazione del paese, all’evoluzione industriale. Egli riteneva infatti che il sistema delle caste, oltre che ingiusto, agisse anche da ostacolo alla modernizzazione dell’India, riducendo la mobilità del lavoro,nonché del capitale e inibendo lo sviluppo delle competenze e la crescita economica. La determinazione dei ruoli sociali per nascita gli appariva completamente anacronistica rispetto alla scelta individuale, molto più produttiva e dinamica a suo avviso, dei percorsi di vita.

Nel 1951 cercò di introdurre misure favorevoli alle donne, con la proposta di legge dell’Hindu Code Bill, che prevedevauguali diritti nel matrimonio, nell’eredità e nel patrimonio. Alla bocciatura di questo provvedimento da parte del Parlamento, reagì dando le dimissioni da Ministro della Giustizia. Mantenne tuttavia un ruolo parlamentare fino alla sua morte, avvenuta il 6 dicembre del 1956.

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