Unione Induista Italiana
Attività in ambito sociale

accoglienza religiosa ospedale  

 

...Potrebbe sorgere alla mente la domanda su quale contributo possa dare l'induismo, una religione tanto lontana dalla nostra cultura, in ambito sociale o in una corsia di ospedale. Non certo quella di stilare un prontuario di pronto soccorso per l'induista, che sarebbe quanto mai complesso, ma quello di contribuire a creare una società pluralista, costituita di individui che abbiano pari dignità e si rispettino gli uni con gli altri. La mia esperienza personale, come rappresentante dell'Unione Induista Italiana nel dialogo interreligioso, inizia nel 1997.
Moltissimi sono stati gli incontri, i laboratori, le amicizie nate. La crescente apertura di conoscere e incontrarsi emerge da molti ambiti, da quello monastico, a quello scolastico-educativo e, non meno importante , da quello sanitario. Infatti, l'ospedale diviene luogo d'incontro, "crocevia dell'umanità", come è stato definito, luogo in cui il pluralismo diventa di fatto una realtà che fa sentire la difficoltà e la complessità nel gestire rapporti non tanto di tipo religioso, ma soprattutto culturale e sociologico. Invero il problema non è semplicemente assicurare un'assistenza religiosa "plurale"; l'accoglienza del malato presuppone un concetto di persona più ampio che si estrinseca dall'attenzione al cibo, alla cura ecc. l'incontro tra culture dovrebbe generare rispetto degli usi e costumi, ma non dimentichiamo che questo atteggiamento dovrebbe essere esteso alla persona, non ridursi ad un rispetto etnico/religioso...

[tratto da Intervista a Svamini Hamsananda Giri - Orizzonte medico - anno LXVI - N. 2 - marzo-aprile 2011 - dossier]