Induismo
Le tradizioni spirituali

Dio è Uno e appare in molte forme, ma ogni forma è Lui.

Nell'induismo troviamo ogni tipo di visione teologica, dal dualismo teistico al più assoluto monismo. Al suo interno vi è posto per tutti, nessuno escluso. Tra le molte tradizioni spirituali e religiose esistenti, fondate sulle sacre scritture e sull'insegnamento dei Maestri, ve ne sono quattro ritenute le più diffuse, riferite alle divinità più popolari. Al loro interno esistono molte tradizioni talvolta simili, talvolta molto differenti tra loro.

Esse sono rispettivamente:

Shaiva
, riferita al culto di Shiva,
Shakta
, riferita alla Madre Divina,
Ganapatya
, riferita a Ganesha,
Vaisnava
, riferita a Visnu.

È inoltre da citare il culto Saurya, ad oggi meno diffuso. La tradizione smarta, che è la tradizione più ortodossa, che rispetta la shruti - la rivelazione - comprende nel suo culto le cinque tradizioni sopra citate.

Shaiva

Il culto di Shiva, presente già in tempi remoti, si è sviluppato in tre diverse correnti, una sviluppatasi nel Kasmir, definita saivismo kasmiro, in cui Shiva è considerato l'assoluta realtà: tutto ha origine da lui ed è parte di lui; un'altra tradizione è il vira saivismo sviluppatosi nella regione dell'Andrapradesh; ed infine lo Shaiva siddhanta che si è diffuso soprattutto nell'India del sud.

I testi base della dottrina Shaiva sono gli Agama (tradizionalmente ventotto) che si riferiscono ad insegnamenti rivelati e trasmessi dai maestri (siddha) che hanno divulgato e anche, a volte, interpretato la filosofia, e da alcuni di loro sono nate differenti tradizioni (sampradaya). Agama è ritenuto l'insegnamento che Shiva ha rivelato alla Shakti, sua consorte, quindi Shiva inteso come guru e la Shakti come discepolo.

Negli agama si hanno le seguenti conclusioni: Shiva crea, distrugge, mantiene, anima la materia attraverso l'energia a lui indissolubilmente legata, la Shakti.

"Shiva e Shakti sono come il sole stesso e i suoi raggi. Shiva è il fuoco, Shakti il calore Se Shiva è sapienza e consapevolezza, Shakti è assoluta beatitudine"

Secondo la filosofia shaiva la pratica spirituale e la grazia divina sono il mezzo per la liberazione e sono fondamentali l'iniziazione e l'insegnamento del guru. Allo stesso tempo, l'appropriata adorazione della divinità e la giusta condotta portano prosperità e benessere.

Al culto Shaiva si associa l'adorazione di Ganesha e Kartikeya perché essi sono entrambi figli di Shiva.

Shakta

La tradizione shakta, pone come Essere Supremo, come divina potenza, la Shakti, l'energia femminile vista come Dea madre, come aspetto dinamico, principio creativo, che si esprime attraverso differenti forme e diversi nomi.

Il culto shakta, di cui esistono diverse correnti, è strettamente legato a quello di Shiva, in quanto i due principi sono inscindibili. In questa visione si ritiene che la conoscenza sia rivelata dalla Shakti a Shiva stesso e ai suoi devoti. Nel culto l'adorazione della Devi ha un ruolo primario, attraverso cui ella è enfatizzata e glorificata.

Vaishnava

In questa tradizione si mette maggiore enfasi sulla bhakti-sadhana e sull'adorazione templare. Le vie del karma yoga e del jnana yoga conducono al bhakti yoga. Anche il canto dei sacri nomi degli avatara (incarnazioni divine) di Visnu è una pratica importante e attraverso il totale abbandono a Visnu, detto prapatti, è ottenuta la liberazione dal ciclo delle rinascite.

Smarta

La maggior parte degli smarta credono all'ottenimento della mukti attraverso jnana. Gli stadi progressivi sono lo studio delle scritture e l'ascolto di esse (sravana), riflessione (manana) e meditazione (dhyana). L'iniziato medita su se stesso come Brahman e va oltre le illusioni di maya. Altri seguaci della via smarta praticano karma yoga, bhakti e raja yoga.

Vedi Induismo moderno