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Induismo » Le scritture "CIO' CHE E' ASCOLTATO"
I Veda I quattro Veda - Anantah vai vedah - "I Veda sono l'infinito." Atharva Veda Dai sacri Veda emergono alcuni trattati che espongono vere e proprie scienze, nate per dare una "spiegazione" dei Veda attraverso ben precise regole scientifiche. Dal momento che i mantra impiegati nei rituali devono essere usati in maniera appropriata per l'efficacia del rito stesso, è sorta la necessità di precisare e definire con regole e metodiche specifiche la modalità di pronuncia, il loro significato letterale, grammaticale, etimologico, e il momento propizio in cui svolgere il rituale. Questi testi vengono chiamati Vedanga, termine che significa "parti costituenti i Veda" (angam significa "membra e parti"), o Shadanga ossia "sei parti" quali: Infatti tradizionalmente essi vengono associati alle membra costituenti il corpo fisico del Veda considerato metaforicamente un essere vivente, Veda Purusha. Upaveda I testi degli Upaveda costituiscono il confine tra shruti, i testi della tradizione, e smriti ossia i testi redatti dall'uomo; infatti, secondo alcune tradizioni essi vengono classificati come parte integrante della shruti, secondo altre della smriti. In effetti, nello spirito tipico dell'induismo, entrambe le visioni possono essere vere: gli Upaveda si possono considerare testi direttamente derivati dai Veda, i cui contenuti sono stati riuniti secondo vari argomenti specifici, o anche precise opere successive ai Veda, redatte da saggi. Upaveda letteralmente significa "Veda minori", ognuno dei quali deriva da un Veda: Descriveremo brevemente il carattere di ciascuno per dare ai lettori l'idea dell'importanza e della vastità del sapere vedico, e di come esso si sia espanso in tutti i campi. Si potrà constatare che la straordinarietà della letteratura indiana è quella di essere penetrata meticolosamente nella vita dell'essere umano. Alcuni Upaveda sono testi di discipline importanti come la medicina tradizionale, la musica e la danza che, a loro volta, hanno ispirato migliaia di trattati successivi, fonte di differenti correnti. Vedanta Brahma sutra Esso è stato codificato come uno dei sistemi filosofici indiani che si sono sviluppati non solo come risultato di speculazioni intellettuali, ma anche grazie ad una profonda intuizione mistica, che probabilmente dà origine al termine "darshana" (visione), di solito riferito ai sistemi filosofici classici. La parola darshana deriva dalla radice drish che significa "vedere", parola non opportunamente definita, ma che comunque già prospetta il concetto di "visione" o "punto di vista". I darshana, infatti, si adattano a tutte le concezioni che possono nascere nella mente dell'uomo e rispecchiano i differenti punti di vista conseguiti in riferimento all'unica realtà. La peculiare formulazione degli scritti in sutra, aforismi in forma estremamente concisa e spesso ambigua, portò i vari pensatori e mistici a differenti speculazioni ed interpretazioni con il risultato di uno straordinario proliferare di scuole di pensiero, tra le quali emergono le tre ben conosciute dottrine vedantiche: Vishishtadvaita |