Contatti  |   Mailing list  |  Pubblicazioni  |  English    


     
   

Unione Induista Italiana

    Induismo
Cos'è l'induismo
Concetti fondamentali
Forme diappartenenza
Come si diventa induisti
Le tradizioni spirituali
Le scritture
   


Templi indu

    Festività e sacramenti
    Espressioni dell'induismo
     
     
     
     

 

 

 

Induismo » Le scritture
Sruti

"CIO' CHE E' ASCOLTATO"

I Veda

I quattro Veda - Anantah vai vedah - "I Veda sono l'infinito."

I rishi, tuttavia, hanno avuto l'abilità di catturare, nell'oceano infinito della sacra conoscenza, i mantra necessari al benessere dell'umanità.

Tradizionalmente i Veda si suddividono in quattro raccolte (samhita), ed esistono differenti metodi di recitazione chiamati pathantara o vie di recitazione.

I "rami principali" sono:

Rig Veda

Yajur Veda

Saman Veda

Atharva Veda

La moderna ricerca attribuisce al Rig Veda una datazione antecedente agli altri, ma ricordiamo che, secondo le scritture e secondo il credo indù, all'inizio della creazione tutti e quattro coesistevano nell'universo. Per tale principio è arduo attribuire una successione cronologica a Samhita, Brahmana e Aranyaka. Sembrerebbe alquanto inappropriato stabilire una collocazione temporale per il sapere che i rishi, i veggenti, percepirono in uno stato atemporale, in uno stato trascendente, nel quale essi potevano vedere passato, presente, futuro.

Il fatto che gli inni del Rig Veda siano contenuti negli altri Veda non dimostra che esso sia il più antico, ma semplicemente che i mantra vedici furono "assemblati" in maniera diversa con stili di recitazione e probabilmente scopi diversi.

Vedanga

Dai sacri Veda emergono alcuni trattati che espongono vere e proprie scienze, nate per dare una "spiegazione" dei Veda attraverso ben precise regole scientifiche.

Dal momento che i mantra impiegati nei rituali devono essere usati in maniera appropriata per l'efficacia del rito stesso, è sorta la necessità di precisare e definire con regole e metodiche specifiche la modalità di pronuncia, il loro significato letterale, grammaticale, etimologico, e il momento propizio in cui svolgere il rituale.

Questi testi vengono chiamati Vedanga, termine che significa "parti costituenti i Veda" (angam significa "membra e parti"), o Shadanga ossia "sei parti" quali:

Shiksha

Vyakarana

Chandas

Nirukta

Jyotisha

kalpa

Infatti tradizionalmente essi vengono associati alle membra costituenti il corpo fisico del Veda considerato metaforicamente un essere vivente, Veda Purusha.

Upaveda

I testi degli Upaveda costituiscono il confine tra shruti, i testi della tradizione, e smriti ossia i testi redatti dall'uomo; infatti, secondo alcune tradizioni essi vengono classificati come parte integrante della shruti, secondo altre della smriti.

In effetti, nello spirito tipico dell'induismo, entrambe le visioni possono essere vere: gli Upaveda si possono considerare testi direttamente derivati dai Veda, i cui contenuti sono stati riuniti secondo vari argomenti specifici, o anche precise opere successive ai Veda, redatte da saggi. Upaveda letteralmente significa "Veda minori", ognuno dei quali deriva da un Veda:

Ayurveda

Dhanurveda

Gandharvaveda

Arthashastra

Descriveremo brevemente il carattere di ciascuno per dare ai lettori l'idea dell'importanza e della vastità del sapere vedico, e di come esso si sia espanso in tutti i campi. Si potrà constatare che la straordinarietà della letteratura indiana è quella di essere penetrata meticolosamente nella vita dell'essere umano.

Alcuni Upaveda sono testi di discipline importanti come la medicina tradizionale, la musica e la danza che, a loro volta, hanno ispirato migliaia di trattati successivi, fonte di differenti correnti.

Vedanta

Brahma sutra

Nel Brahma sutra, sul quale sono stati redatti commentari da parte delle differenti scuole filosofiche, Vyasa presenta, in forma estremamente limpida e chiara, la sostanza delle dieci principali Upanishad.

Il Brahma sutra è chiamato anche Vedanta
. Il vedanta è quella corrente di pensiero scaturita dalle Upanishad che, rispecchiandone il mondo e i temi trattati, ne è una parte essenziale.

Esso è stato codificato come uno dei sistemi filosofici indiani che si sono sviluppati non solo come risultato di speculazioni intellettuali, ma anche grazie ad una profonda intuizione mistica, che probabilmente dà origine al termine "darshana" (visione), di solito riferito ai sistemi filosofici classici.

La parola darshana deriva dalla radice drish che significa "vedere", parola non opportunamente definita, ma che comunque già prospetta il concetto di "visione" o "punto di vista". I darshana, infatti, si adattano a tutte le concezioni che possono nascere nella mente dell'uomo e rispecchiano i differenti punti di vista conseguiti in riferimento all'unica realtà.

La peculiare formulazione degli scritti in sutra, aforismi in forma estremamente concisa e spesso ambigua, portò i vari pensatori e mistici a differenti speculazioni ed interpretazioni con il risultato di uno straordinario proliferare di scuole di pensiero, tra le quali emergono le tre ben conosciute dottrine vedantiche:

Advaita

Dvaita

Vishishtadvaita

Torna alle scritture