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Induismo » Le scritture
Smriti

"CIO' CHE E' RICORDATO"

Sutra

PRIMO PERIODO DEI SUTRA KALPASUTRA O MANUALI PER I RITUALI

Shrautasutra: Testi basati sulla tradizione -shruti- esplicata con istruzioni sacrificali per i riti solenni; furono una rielaborazione dei Brahmana, ma con il passare del tempo divennero sempre più oscuri.

Shulvasutra: Parti supplementari ai Kalpasutra che trattano la misurazione (shulva=corda) e la costruzione degli altari o luoghi di sacrificio.

Smartasutra: Tutti i testi che si basano sulla smriti, ovvero su ciò che nella tradizione non è espresso esplicitamente; si occupano generalmente dei riti familiari e domestici e dei doveri sociali.

Grihyasutra: Testi che disciplinano i rituali -samskara e altre cerimonie- celebrati dai capifamiglia, spiegandone la procedura, il sutramantra usato e l'aspetto sociale.

Dharmasutra: Testi (direttamente correlati ai Grihyasutra) in cui vengono specificati i doveri sociali in riferimento alla propria appartenenza o stato sociale.

Shastra o Trattati Dottrinali

I Dharmashastra in senso stretto sono considerati smriti. Il dharma diventa norma sociale che regola totalmente la vita dell'uomo. Comprendono tutti i codici di leggi che trattano i doveri religiosi, morali e sociali. Manu, Yajnavalkya, Parashara, Gautama, Harita, Yama, Vishnu, Shankha, Likhita, Brihaspati, Daksha, Angiras, Pracetas, Samvarta, Acanas, Atri, Apastamba, Satapata sono i 18 rishi i quali, attraverso il loro potere sovrumano, padroneggiavano perfettamente i Veda, da cui fecero derivare la smriti. Tali lavori, conosciuti appunto come Manu-smriti, Yajnavalkya-smriti, Parashara-smriti, e così via, contengono tutto quello che dobbiamo sapere riguardo all'adesione al dharma e a tutti i riti che si debbono celebrare nell'intero arco della vita.

Itihasa - "così invero fu" o insegnamenti del passato

Poemi o epopee che resero popolari i concetti filosofici delle Upanishad ed enunciarono le etiche del dharma attraverso il loro carattere popolare e leggendario, comprendono il Ramayana e il Mahabharata

Purana - "antico" o trattati di storia

I Purana furono scritti per popolarizzare il Veda e ne contengono l'essenza stessa. Il loro fine è di imprimere nella mente delle masse gli insegnamenti vedici e generare in loro devozione a Dio attraverso esempi concreti, miti, storie, leggende, vita di santi, re e grandi uomini, allegorie e cronache di grandi eventi storici, temi utilizzati dai saggi per illustrare l'eterno principio della religione.
I Purana (18 maggiori e 18 minori) trattano cinque argomenti, pancalakshana:

1) creazione dell'universo
2) la sua distruzione e nuova creazione
3) la genealogia degli Dei
4) i regni e le varie epoche del mondo
5) storia delle grandi dinastie: solare e lunare.

Kavya - "composizioni poetiche"

Il Kavya comprende la letteratura d'arte, privilegiando la poesia. Questo tipo di letteratura non raccoglie solamente opere poetiche; infatti, si divide in due categorie: - da udire, destinate alla lettura; - da vedere, destinate alla rappresentazione. I testi possono essere in versi, in prosa e misti.

Secondo periodo dei Sutra o dei Darshana (letteratura filosofica)

Testi redatti dai fondatori delle diverse scuole di pensiero filosofico attraverso i quali si riordinarono in maniera più sistematica e concisa (in forma di sutra appunto) le correnti di pensiero.

I punti di vista o darshana e i relativi testi sono:

- purva mimamsa Mimamsasutra di Jaimini
-uttara mimamsa Brahamasutra o Vedantasutra di Badarayana
-samkhya Samkhyakarika di Kapila
-yoga Yogasutra di Patanjali
-nyaya Nyayasutra di Gautama Aksapada
-vaisheshika Vaisheshikasutra di Kanada

Tantra "struttura, sistema, trattato dottrinale"

Definizione generica riguardo a un'enormità di testi di carattere sia religioso che laico. Il termine si riferisce anche a testi delle tradizioni jaina e buddhista. Generalmente indica i testi della dottrina shakta.

I Tantra comprendono testi di Hatha Yoga, trattati relativi al culto, all'adorazione dei diagrammi mistici e così via.

I testi tantrici rivendicano il carattere dell'ortodossia: infatti essi si dichiarano sruti (sacre verità rivelate, udite dai rishi) e agama (tradizione sacra tramandata), e si definiscono il quinto Veda.

Il tantrismo assume un ruolo determinante nel momento in cui nell'uomo viene meno la capacità di comprendere le verità contenute nelle Upanishad. Esso offre agli individui dell'era attuale, kali-yuga, la possibilità di liberazione dal ciclo delle rinascite, attraverso un sistema evolutivo contenente l'essenzialità del culto sacrificale vedico, del monismo upanishadico, della bhakti espressa nei Purana, dello yoga esposto da Patanjali e degli elementi mantrici dell'Atharva Veda.

I Tantra, tradizionalmente, sono composti da alcune parti dottrinali, altre dedicate ai rituali, all'adorazione e a tecniche spirituali. Essi comprendono gli Agama.

Agama significa "ciò che è stato tramandato" e si riferisce ad una antica tradizione riguardante l'adorazione della divinità e i suoi aspetti filosofici, psicologici e ritualistici, rivelati sia oralmente sia attraverso testi scritti.

È la rivelazione di una conoscenza tradizionale (agama), ossia quella che esce dalla bocca di Shiva e penetra nell'orecchio di Parvati. Quando, al contrario, è Parvati a rivelare la conoscenza a Shiva, è detta nigama. Gli Agama si applicano preferibilmente alle fonti shaiva e shakta, ma quelli in congiunzione con il pancaratra si applicano anche alle fonti d'ispirazione vaisnava.

Il Pancaratrika Vidhi, che è la combinazione dei sistemi ritualistici vedici e tantrici, è alla base della compilazione dei Vaisnava Tantra. Vengono elencati tradizionalmente 64 testi i quali si suddividono in base alla deità adorata. -shaiva: 28 Agama classici -vaishnava: Pancaratra, Vaikhanasa -shakta o tantra: Mahanirvana, Kularnava, Pancasara, Tantraraja, Rudrayamala, Brahmayamala, Visnayamala, Todala

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