Induismo » Forme di appartenenza
Le filosofie
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La filosofia è l'amore per la Conoscenza e nell'induismo essa è parte della religione stessa.
L'aspetto razionale e il sentimento di fede dell'uomo non vengono separati come nelle culture occidentali da schemi educativi e sociali. Infatti, nell'induismo, la filosofia e la speculazione hanno arricchito la fede e la religione completandosi a vicenda e creando un fenomeno culturale unico, ed è importante capire come questo, a sua volta, abbia avuto una straordinaria influenza sull'origine del pensiero occidentale e sia stato la matrice di numerose altre culture e tradizioni.
Non si può dire che l'induismo sia basato su un'unica filosofia, bensì, ad un'analisi, risulta essere una moltitudine di correnti di pensiero, a volte apparentemente contraddittorie una con l'altra che comunque formano un insieme.
Nell'ambito della filosofia indiana dobbiamo includere uno straordinario complesso di scritture, inni, mantra, bajana (canti sacri), commentari.
I sistemi filosofici indiani si possono dividere in due gruppi:
ortodossi (astika )
eterodossi (nastika).
L'appartenenza al primo gruppo, ortodosso, presuppone almeno tre prerogative:
- credere in una rinascita dopo la morte
- credere in Dio
- accettare l'autorità dei Veda.
Il sistema filosofico ortodosso induista si sviluppa nei sat darshana le "sei visioni" o "sei punti di vista" della realtà.
Darshana significa "guardare, osservare" e il termine viene usato per indicare le sei scuole filosofiche ortodosse:
1. mimamsa (visione ritualistica) -
2. vedanta (visione speculativo-filosofica) -
3. nyaya (visione logica) -
4. vaisheshika (visione atomistica) -
5. samkhya (enumerazione dei principi dell'universo) -
6. yoga (visione sperimentale).
Gli appartenenti all'altro gruppo sono i Carvaka, Bauddha e Jaina, definiti eterodossi perché non credono all'autorità dei Veda discostandosi quindi sull'ultimo punto.

