![]() |
|
Induismo » Forme di appartenenza
La terza forma di appartenenza all'induismo è fare riferimento ai maestri spirituali, illuminati. Nella lingua sanscrita vi sono molti termini che definiscono la parola Maestro tra cui guru, prabhu, acharya, natha. La parola guru, in senso spirituale, ha un significato più peculiare con diverse accezioni: colui che illumina, "colui che rimuove l'oscurità", che nell'oscurità della mente pone la luce, e luce significa conoscenza. Guru vuol dire anche "pesante", colui che "ha un peso" determinante, fondamentale nella vita di un discepolo perché lo trasforma. Il discepolo, infatti, in realtà, è un individuo che lungo il suo cammino si evolve in un essere più puro e consapevole. Attraverso i suoi insegnamenti il Maestro lo conduce alla disciplina che lo porterà alla liberazione. In questa via sperimentale si usano svariate tecniche di yoga, ma si possono applicare anche rituali e lo studio delle scritture. Un maestro spirituale appartiene sempre ad una linea autentica di maestri (paramparaya) e alla trasmissione di conoscenza che ha ricevuto, unisce la sua esperienza e realizzazione. Appartenendo ad una tradizione, egli è il tramite di un patrimonio di conoscenza tramandato nel tempo attraverso un insegnamento iniziatico. Il rapporto tra guru e discepolo è puramente iniziatico e per questo il ruolo del guru è basilare in ogni percorso evolutivo e spirituale. |