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Saman Veda

La raccolta è composta di circa 1875 inni suddivisi in diverse parti tra cui: Purvarcika (1-585),
Mahanamni Arcika (641-650),
Uttararcika (1651-1875).

Le prime melodie erano dall'uomo cantate a Dio: gli inni ed i versi sublimi furono messi in musica per deliziare il Divino.

Sama significa "portare pace alla mente" o, in altre parole, far trovare alla mente la felicità della pace.

Nel Sama Veda, la Realtà Suprema è invocata, molte volte, con appellativi densi di significato, in particolare Agni e Indra.

Attraverso l'invocazione della Realtà Suprema, come Agni o Indra, nei toni del saman, fluisce lentamente una trance particolare, alla quale segue uno stato di tremore e poi un flusso indescrivibile di un fluido spirituale. In quello stato si dimenticano Agni ed Indra. Lo stato successivo, descritto nel nono libro del Rig, è l'invocazione di Soma, la linfa sacra dell'immortalità, che personifica la Verità, satya, la luce, jyoti, e l'immortalità, amrta.

Krishna nella Bhagavadgita afferma: "Vedanam Samavedo 'smi", "Dei Veda io sono il saman" (B. G.X. 22).

Nel rito vedico del matrimonio, vivaha, in un passo, i due sposi si dicono: "Tu sei il rik, io sono il saman." indicando che la parola non può essere così sublime senza musica e la musica, a sua volta, non può esserlo senza la melodia della parola.

Il primo verso del Sama Veda invoca prosperità e benedizioni. - (tratto da Induismo 3)

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