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Atharva

Tharva significa purohit, un celebrante.

I suoi inni sono sia in versi sia in prosa.

I mantra dell'Atharva sono stati trasmessi dal rishi Atharvan.

Una sua particolarità è che fa riferimento a divinità non menzionate negli altri Veda e comprende anche mantra indirizzati a spiriti crudeli. Alcuni riti "magici" nascono da questo Veda.

È interessante notare che esso contiene mantra che esprimono verità elevate e, inoltre, nel Prithivi Sukta si parla della creazione.

Innumerevoli mantra sono dedicati alla lotta e alla sconfitta del male, alla distruzione dei nemici.

Nell'Atharva Veda s'incontrano le teorie che svelano i sottili rapporti tra l'uomo e gli elementi. Gli inni sono pertinenti ai riti domestici e comprendono anche formule magiche dirette a vari scopi: contro i nemici, per aver figli, benessere ed altro. In essi si riscontrano credenze popolari riguardo a spiriti e forze messi in relazione con i processi della natura e l'uomo. Comprendono anche brani in prosa dal contenuto cosmogonico, esoterico e speculativo, oltre ad elementi di medicina e chirurgia.

Questo Veda viene recitato raramente nel nord India e non più nel sud; alcune iscrizioni nei templi del sud India rivelano che esso era seguito fino ad alcuni secoli fa.

Il primo inno riguarda la conoscenza. Vacaspati, il Signore della parola, indica la conoscenza che sorregge tutte le forme, e che dà i suoi poteri. Attraverso la conoscenza la mente è unita al Divino. (tratto da Induismo 3)

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