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Arthashastra

Il quarto Upaveda è l'Arthashastra, trattato di politica, amministrazione dello stato, commercio.

Tra gli scopi fondamentali dell'uomo, purusharta, vi è artha "benessere"; la parola va intesa in senso lato, benessere materiale e spirituale di tutte le creature che vivono in armonia con il dharma.

Questo scopo è interrelato con gli altri tre (dharma, kama, moksha) e la finalità dell'Arthashastra era dunque di raccogliere dai Veda tutte quelle istruzioni per vivere in pace e in armonia, difendendo il dharma.

Nel capitolo dello Shanti Parva del Mahabharata si discute l'origine dell'Arthashastra. Si crede che il Signore Brahma compose questo trattato per garantire l'armonia e la pace nella società.

L'opera originariamente consisteva di centomila capitoli trattanti dharma, kama, artha, tre dei quattro scopi fondamentali della vita. Dal momento che la vita dell'uomo nel corso delle ere gradualmente si accorciava, Shiva decise di ridurre l'opera in diecimila capitoli. È così che l'opera divenne, nel decadere delle ere, sempre più breve e consona alla società del momento.

Il trattato definitivo sull'Arthashastra è quello attribuito a Kautilya, consigliere del grande imperatore Candragupta, che risale al IV sec. a.C., nel quale si trovano moltissimi riferimenti alle opere precedenti.

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