Induismo » Le scritture » Sruti
Advaita darshana

L'Advaita darshana deve la sua sistematizzazione come raffinata dottrina a due straordinari mistici e pensatori: Gaudapada (VII - VIII sec. d.C.) tra i cui lavori emergono le karika sulla Mandukya Upanishad, e Sri Adi Shankara Bhagavata (alcuni studiosi collocano diversamente la sua nascita, Max Muller: 788-820; Telang: metà o fine VI sec.; Bhandarkar: 680) i cui commentari sul Prasthanatraya, assieme ad altri trattati, formano i fondamenti sui quali poggia l'intero "edificio advaita".

Advaita significa "non duale".

La definizione del sistema deriva dal concetto secondo il quale il Brahman "l'Uno senza secondo" è riconosciuto come la sola unica Realtà: "brahma satyam".

Questa premessa è basata fermamente sulla dichiarazione upanishadica "sadeva somya idamarga asit ekamevadvitiyam", "O caro (Svetaketu), all'inizio (prima della creazione) la Realtà sola esisteva, l'Uno senza secondo". (Chandogya Upanishad 6.2.1.)

Tuttavia, l'uomo percepisce il mondo fenomenico, il mondo della molteplicità, della materia, quindi vi è la ricerca di una spiegazione di come l'Uno senza secondo appaia come questo mondo dalle molteplici forme.

La risposta a tale interrogativo è contenuta nella anirvacaniya-khyati, la teoria dell'errata cognizione, che in seguito tratteremo (parlando specificatamente dei satdarshana) insieme ai complessi concetti filosofici di avidya, di maya, dei gradi della realtà, della creazione, di jiva e atman, ossia i grandi temi del Vedanta secondo la visione monista.

Il fulcro della visione di Shankara è l'unica realtà, il Brahman, e tutto ciò che è visibile non è altro che "apparenza".

Il pensiero di Shankara, propriamente il kevala advaita, si evolse anche oltre il suo straordinario lavoro; i suoi enunciati, nonostante la chiarezza che li contraddistingue e la grande prodigalità con cui vennero diffusi, furono interpretati dai suoi discepoli (Sureshvara, IX sec., "Vartika prasthana") e da filosofi che diedero vita a una enorme produzione letteraria di differenti vartika, commentari in versi, portando alla nascita di diverse scuole di pensiero: vartika-prasthana.

Torna a Sruti