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Festività e sacramenti
Nell' Induismo esiste una serie di cerimonie dette "samskara" che si svolgono nei momenti particolarmente importanti dell'esistenza. (Samskara significa: ciò che abilita, che purifica, che rende pronto a compiere qualche dovere particolare e conferisce un "adhikara" o idoneità).
I samskara sono in numero diverso a seconda delle scritture. La lista canonica, accettata prevalentemente, ne comprende sedici. La Manu Smrti (II.26 segg.) ne ricorda dodici. Il primo è il garbhadhana (concepimento) Nel terzo mese ha luogo il pumsavana All'inizio di questa cerimonia, compiuta sotto una costellazione favorevole, la donna deve fare un bagno e indossare un abito nuovo. Nel corso della prima gravidanza ha luogo il simantonnayana Altri riti sono legati al parto e al puerperio. Il luogo viene purificato. La partoriente viene aspersa con acqua dal marito, che pronuncia un verso del Veda. Sulla porta un fuoco viene tenuto acceso per dodici giorni, pronunciando formule per allontanare forze maligne. I maschi, secondo alcuni testi anche le femmine ma senza la recita delle formule, vengono sottoposti ai riti della nascita noti col nome di jatakarman. Secondo la descrizione della Brh.Ar.Up. (VI.4.24) quando viene alla luce un maschio, il padre deve: - attizzare il fuoco - prendere l'erede in grembo - offrire in sacrificio nel fuoco burro fuso mischiato a latte acido - esprimere il desiderio di vedere se stesso, la propria discendenza e il proprio bestiame prosperare e i propri sbagli rituali riparati da Agni, infine dichiarare che nel figlio sacrifica le proprie energie vitali. Dice poi tre volte "Vac" (parola) nell'orecchio destro di questi e, con l'aiuto di un cucchiaio d'oro gli fa leccare latte acido, miele e ghee (burro chiarificato). Lo attacca al seno della madre ("Fa', o Sarasvati, che il tuo seno generoso e ristoratore sia qui per allattare") e le rivolge la parola con dei mantra: "Ci hai dato un figlio valente, sii una madre di (molti) figli". Il bambino riceve due nomi, uno dei quali, noto solo ai genitori, è segreto. Il conferimento del nome (namakarana) avviene tra il decimo e il dodicesimo giorno di vita. Altri samskara durante l'infanzia sono: Niskramana Annaprasana Cudakarana Karnavedha Vidyarambha Upanayana "L'upanayana sancisce ufficialmente l'appartenenza alla casta nell'insieme della società brahmanica; il ragazzo, rasato, lavato e vestito con abiti puliti, con una cintura di erba sacra, una pelle di daino e un bastone, viene condotto davanti al maestro (acarya), al quale offre un anjali (gesto con cui si riceve o si offre un dono e che si esegue tenendo le mani davanti a sé col palmo verso l'alto in modo da formare una coppa) d'acqua; il maestro recita preghiere vediche, affida al ragazzo un mantra e gli impartisce i primi insegnamenti sul dharma; infine gli impone un cordoncino sacro (yajnopavita), che scende dalla spalla sinistra sul fianco destro e che costituisce il simbolo della sua nuova nascita spirituale" (Piano, Sanatana Dharma pag.269-270). Il relativo complesso di riti, di cui riusciamo ancora a seguire lo sviluppo da usanze più semplici, era considerato come una nuova nascita: di qui l'osservazione che il maestro fa del discepolo un embrione (AV 11.5.3) e il nome di dvija (nato due volte) dato agli appartenenti alle tre classi superiori, in particolare ai brahmani. Secondo il codice di Manu l'upanayana avviene in età diverse per le diverse categorie in cui è suddivisa la società (Brahmani - 8 anni -a partire dal concepimento-, Ksatriya 11 anni, Vaisya 12 anni. L'età minima per i Brahmani è 5 anni, la massima per i Vaisya 24 anni). Vedarambha Kesanta o godana Samavartana o Snana Vivaha "Il giorno precedente al matrimonio la madre della sposa le decora le mani con i disegni tradizionali (mehendi). Durante la cerimonia gli sposi vengono simbolicamente purificati, decorati, nutriti assumendo le vesti degli stessi dei, quindi simboli divini. Per rendere felici e nutrire le forze dell'universo, gli Dei, si celebra la cerimonia del fuoco. Per rendere felici e celebrare i quattro padri, gli antenati, si celebra il matrimonio, vivaha, attraverso il quale la famiglia continua la sua progenie. Il fuoco rappresenta la purificazione, la conoscenza, il calore, la luce. Lo sposo mette al collo della sposa una collana, simbolo del matrimonio. Gli sposi si scambiano una promessa e il reciproco impegno con una suggestiva preghiera. L'atto fondamentale compiuto dagli sposi durante la cerimonia del matrimonio è il Saptapadi: i setti passi. Ad ogni passo gli sposi suggellano, recitando dei versi vedici, gli intenti della loro unione." Antyesti "Quando una persona muore, anzitutto si eseguono riti di espiazione accompagnati dal dono di una vacca (oggi sostituita da una somma in denaro) ai brahmani; poi il corpo del defunto, avvolto in vesti nuove e pulite e adorno di fiori freschi, viene trasportato in corteo al luogo di cremazione suonando, cantando e recitando litanie dei nomi di Dio; ivi giunti, il cadavere è immerso nell'acqua a scopo di purificazione, spruzzato con burro fuso e collocato sulla pira. Contemporaneamente si recita un mantra per allontanare gli spiriti maligni e si offre cibo ai trapassati; poi il figlio maschio primogenito o il parente maschio più prossimo gira attorno alla pira tre o sette volte recitando un mantra propiziatorio e infine appicca il fuoco. Terminata la cremazione si gettano sette scaglie di legno nel fuoco e poi ciascuno dei presenti spruzza acqua sulle ceneri; si raccolgono poi alcuni resti, che un tempo venivano collocati in un'urna e sepolti sotto un tumulo di terra, mentre oggi vengono quasi sempre dispersi nelle acque di un fiume sacro."
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