Festività e sacramenti
Dipavali
Messaggio di Svami Yogananda Giri
Presidente Emerito Unione Induista Italiana-sanatana dharma samgha
Cogliamo l’occasione della celebrazione della festa del Divali, festività molto cara a milioni e milioni di induisti in tutto il mondo, per esprimere il nostro più grande dolore per le violenze avvenute in India contro i cristiani. Pregando per la pace nel mondo non manchiamo di ricordare che la non violenza è il valore più alto dell’induismo: dal Mahatma Gandhi, il cui messaggio è tuttora un forte esempio per il mondo, alla lunga storia di tolleranza tra le differenti religioni presenti da secoli sul suolo indiano, tutto, nella storia dell’induismo, ci riporta ai concetti di pace e di dialogo.
Gli interessi economici e politici non possono interferire con la fede degli uomini che devono sentirsi liberi, rispettando gli altri, di professare la propria religione ovunque nel mondo.
Affermano i Veda che “l’umanità è una grande famiglia”: vasudeva kutunbakam.
Il nostro auspicio è che – assieme – sia possibile un vero dialogo che affronti i temi cruciali della difesa dei diritti umani , della libertà religiosa, del rispetto e dell’amicizia tra le religioni, che devono essere il faro che guida l’umanità.
Divali è il giorno della luce, della sconfitta delle tenebre e della vittoria sull’ignoranza. È il giorno dell’adorazione della Luce delle luci che tutto illumina ma che nulla può illuminare.
Questa luce non splende solo in questo giorno ma illumina sempre il nostro cuore, hrdaya, che – in sanscrito – significa “questo è il luogo”: il luogo cioè dell’incontro con la luce divina. Ma Hrdaya è anche la dimora dove splendono hri che significa umiltà e modestia e daya che vuol dire compassione; queste sono le virtù che portano i cuori ad unirsi, a comprendersi e ad amarsi.
Così Divali è il giorno dell’unione e dell’amore che tutto illumina e – dove c’è amore – non ci può essere né paura né conflitto.
In questo giorno di luce preghiamo dunque per la pace, la tolleranza e la libertà religiosa di tutti e ricordiamo quel verso della Chandogya Upanishad che recita:
"Quella luce che rifulge al di là del cielo,
al di là dell’universo, al di sopra di tutte le cose,
al di là dei mondi supremi fra i supremi,
quella è proprio la stessa luce che brilla nell’intimo dell’uomo."
om shanti shanti shanti pace pace pace
