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Il termine Dharma ha la sua derivazione dalla radice
" dr - supportare, sostenere ".
La sua radice indica "ciò che sostiene la nostra esistenza."
Sostegno dell'esistenza è il coordinamento dell'attività dell'essere, secondo la relazione eterna che lo unisce al Signore Supremo. Dio l'Essere Supremo rappresenta, infatti, il centro intorno a cui gravitano tutti gli esseri viventi.
Nelle Sacre Scritture il termine Dharma è usato per descrivere "l'intero complesso dei doveri religiosi", ed è la parola più comunemente usata con il significato di religione, cioè di funzione naturale ed eterna dell'essere individuale; che consiste nel seguire le leggi stabilite da Dio e servirlo con amore e devozione. Così come la funzione e qualità inerente dello zucchero è dolcificare così nell'uomo è amare Dio.
Dharma sono le osservanze e i doveri religiosi, sociali e familiari dell'uomo che sostengono e nutrono la vita e impediscono se osservate, di cadere nella rovina e nel dolore (Adharma). Dharma è il principio che colloca tutti gli individui nel contesto sociale, secondo i principi universali.
Il Dharma unisce tutte le diversità dell'Induismo e quindi ad esso sono associate le etiche dell'umanità come l'assenza di violenza, la giustizia, la verità. Le etiche sono fondamentali, oltre che per un armonioso inserimento nel gruppo sociale, per ottenere equilibrio, serenità interiore e realizzare quei traguardi che l'uomo deve conseguire nella propria vita terrena (Purusharta). Sanatana Dharma indica anche ciò che non ha origine se non in se stesso, che non è stato comunicato da nessun essere vivente, che non ha fondatori, che esiste dall'inizio di ogni ciclo del tempo e continua anche nei giorni presenti. La sua peculiarità è che è un insieme di culture, filosofie, credi, tradizioni, religioni, ognuna con la propria specifica teologia, liturgia, cosmogonia, filosofia e così via, e questo è il carattere tipico dell'induismo di non opporsi alle diversità, ma di conglobarle.

